DDAY 2O14, il disastro a Terzigno, Boscoreale e Boscotrecase

In occasione del DDAY 2014 organizzato dal Coordinamento Comitati Fuochi sono giunte alle associazioni operanti sui territori e aderenti all’iniziativa numerose fotografie: quelle provenienti da Terzigno, Boscoreale e Boscotrecase testimoniano una realtà drammatica fatta di discariche abusive sia nelle campagne che nell’area protetta nel Parco Nazionale del Vesuvio. Sebbene si debba sottolineare che alcuni depositi di spazzatura nel territorio di Terzigno siano stati rimossi e le misure di prevenzione di Carabinieri e Polizia Locale intensificate, ancora non si riesce a mettere un freno a tanti illeciti ambientali che si verificano, frutto di un sistema organizzato di raccolta di materiali anche altamente pericolosi che andrebbero smaltiti, per legge, con le dovute cautele.

Non sono giunte al Coordinamento segnalazioni dalle pur martoriate San Giuseppe Vesuviano, Poggiomarino e Ottaviano, soggette quotidianamente a roghi tossici e a sversamenti illegali di rifiuti.

A Terzigno il disastro appare evidente in Via Giuseppe Verdi, Via Bosco Lavarella, Via Vecchia Campitelli (località “Piana Tonda”), Via Giuglielmo Marconi (verso Via Zabatta): in una foto sono visibili pneumatici sversati illecitamente in una cava. Filmati pubblicati qualche tempo fa su facebook mostravano gente dedita a dei sopralluoghi nei pressi del cosiddetto “Sentiero della Pineta”: nello stesso posto, nei giorni successivi, sono stati rinvenuti scarti tessili e altri tipi di materiali. Le zone soggette a maggiori disastri restano Via Vicinale Ottanta Moggia e il quadrilatero definito a est dalla Strada Provinciale Zabatta, a nord da Via Carlo Alberto e a sud ed est da Via Gugliemo Marconi: in quest’area ricade pure l’ex Cava Ranieri, al cui interno si trova una discarica trasformatasi in un lago oltre a un importantissimo patrimonio archeologico abbandonato a se stesso. Qui si verificano i peggiori crimini ambientali e si dà sfogo, senza controlli, alla pericolosissima pratica del dare fuoco ai rifiuti, situazione che rende l’aria irrespirabile in particolare durante le ore della notte e che costringe gli abitanti a barricarsi in casa.

A Boscoreale, le vie oggetto di sversamenti abusivi sono Via Barone Massa, Via Armando Diaz, Via Boccapianola, Via Masseria Cola, Via Passanti, Via Masseria Tedesco, Via Grotta, Via Cimitero, Via Gramsci, Via San Felice. Cumuli di rifiuti sono presenti anche in Via Panoramica.

Alcune foto, giunte in forma anonima e corredate di coordinate GPS, mostrano una discarica in Via Cifelli al Vesuvio a Boscotrecase della quale “sembrerebbe” usufruire qualche ristorante presente in zona: cataste di bottiglie di vino, servizi di porcellana si mescolano a lastre di pericolosissimo eternit, pneumatici, frigoriferi, scarti edili. Di tutto e di più. Ad aggravare la situazione, il fatto che a tali rifiuti venga dato fuoco, come testimoniano le tracce di bruciatura a terra, creando danni incalcolabili alla salute umana e all’ambiente circostante. Pare che sia il Corpo Forestale dello Stato che i Carabinieri di Boscotrecase siano al corrente della situazione (stando a testimonianze debitamente tenute anonime e che non mi accingo a pubblicare). Anche l’ente Parco Nazionale sarebbe informato della presenza di tale discarica di materiali altamente tossici e pericolosi a ridosso della cosiddetta area Tirone Alto del Vesuvio, quella da cui si accede al Gran Cono. Rifiuti pericolosi sono stati rinvenuti anche in Via Argano, sempre a Boscotrecase.

Appare surreale che le falde del Vesuvio, dove si vive una gravissima emergenza, non siano considerate nel novero della Terra dei Fuochi: anche per via delle attività degli opifici clandestini cinesi e per il fatto che le campagne sono facilmente raggiungibili dagli svincoli della Strada Statale del Vesuvio (che si conferma, anche per tale motivo, “strada della morte”), l’emergenza fuochi è all’ordine del giorno, creando gravissimi danni ad un’area densamente popolata nella quale si registra un aumento preoccupante dei tumori. Ci si chiede che cosa aspettino le autorità a intervenire, se è vero (e in molti casi lo è!) che numerose segnalazioni sono già state fatte: perchè non si fa nulla per procedere al sequestro dei terreni inquinati e alla loro bonifica? Da ricordare che i fondi FSC 2007/2013, da destinare a progetti di investimento e attività di controllo ambientale, ammontano, per quanto riguarda Terzigno, a 30mila euro mentre non riceveranno un soldo Boscoreale e Boscotrecase. Troppe domande. Poche risposte.

di Francesco Servino