Bitcoin, cos’è e come funziona

Il Bitcoin è una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo conosciuto con il nome di Satoshi Nakamoto (forse un collettivo di programmatori). Il nome Bitcoin si riferisce anche al software open source progettato per l’utilizzo della moneta. Convenzionalmente, si utilizza il termine Bitcoin con la maiuscola in riferimento alla tecnologia e alla rete peer-to-peer che ne consente l’utilizzo e la minuscola (bitcoin) per indicare la valuta vera e propria.

La rete Bitcoin consente il possesso e il trasferimento anonimo delle monete su internet. La struttura peer-to-peer della rete Bitcoin e la mancanza di un ente centrale rendono impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, bloccare la rete, sequestrare bitcoin ai legittimi possessori e la svalutazione degli stessi per mezzo della creazione di nuova moneta: per queste caratteristiche viene definita “criptovaluta”.

I bitcoin possono essere trasferiti attraverso Internet verso chiunque disponga di un “indirizzo bitcoin”. La peculiarità della moneta digitale è che viene creata attraverso l’utilizzo del computer, ovvero i bitcoin vengono “scoperti” dal PC eseguendo calcoli complessi attraverso l’uso del processore o (meglio) della scheda video. I miners, veri e propri cercatori d’oro della rete, sono persone o gruppi impegnati a estrarre attraverso una gara le monete digitali dal network di Bitcoin: sono necessari software appositi (e costosi) e una enorme potenza di calcolo che li faccia girare. La quotazione di un singolo bitcoin a Febbraio era di oltre 1200 dollari.

L’economia basata sui bitcoin è ancora molto piccola se paragonata ad economie stabilite da lungo tempo. I bitcoin vengono accettati sia per i servizi online sia per i beni tangibili. Dal Novembre 2013 anche l’Università di Nicosia, a Cipro, accetta il bitcoin come mezzo di pagamento della tasse universitarie.

Alcuni commercianti, utilizzando appositi siti, permettono di cambiare i bitcoin in diverse valute, ivi compresi dollari statunitensi, euro, rubli russi e yen giapponesi. Una mossa che però ha “snaturato” l’idea di origine di Bitcoin, che voleva porsi come circuito elettronico alternativo destinato in particolare ai piccoli acquisti su internet: la sua valutazione è infatti soggetta a fluttuazioni spaventose che l’hanno reso un semplice oggetto di speculazione.

Il “quasi anonimato” garantito dalla criptomoneta, inoltre, l’ha resa la valuta ideale per concludere transazioni illegali: nel deep web, dove fioriscono i siti di e-commerce che vendono droghe, armi, carte di credito rubate e servizi di hacking, il bitcoin è l’unica moneta accettata.