Il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio

San Leucio è una frazione del Comune di Caserta: è un sito di notevole importanza storica ed artistica ed assieme alla Reggia è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco. Dal 1992, inoltre, ospita la facoltà di Scienze Politiche della Seconda Università degli Studi di Napoli (SUN).

San Leucio era in origine un feudo degli Acquaviva, una delle sette grandi case del Regno di Napoli, una famiglia importante a cui, nel 1477, il re Ferdinando I di Napoli concesse di aggiungere al proprio nome l’appellativo “d’Aragona” e di inquartare l’arme con le insegne della casa regnante. Sotto il principato di Andrea Matteo IV di Acquaviva, nel periodo ta il ‘500 e il ‘600, vennero costruite e ampliate diverse opere a Caserta che formarono il nucleo di costruzioni borboniche nei secoli successivi, come il Palazzo del Belvedere, trasformato poi in Regia Colonia di San Leucio.

Nel 1750 i possedimenti degli Acquaviva passarono ai Borbone di Napoli e il feudo divenne un romitorio per i reali, un ritiro solitario nel quale Ferdinando IV amava passare il tempo e cacciare. Il 17 Dicembre 1778, in seguito alla morte in un incidente di caccia del primogenito ed erede al trono, il re decise di erigere a San Leucio un ospizio per i poveri e, per non farli oziare, diede lavoro a un’impresa di Torino affinchè li rendesse operativi. Si costruirono una parrocchia, alloggi per gli educatori e dei padiglioni per i macchinari. A San Leucio si produceva una pregiatissima seta, richiesta in tutta Europa: le sete casertane sono arrivate fino al Quirinale, in Vaticano e nello Studio Ovale della Casa Bianca. Pare che addirittura le bandiere della Casa Bianca e di Buckingham Palace siano fatte con tale materiale.

Nel 1778 fu così costituita, su progetto dell’architetto Francesco Collecini, allievo di Vanvitelli, la comunità nota come Real Colonia di San Leucio. Si costituì in questo modo un polo che richiamava operai da tutta l’Italia i quali usufruivano di molti benefici: a loro era assegnata una casa all’interno della colonia e per i figli era prevista l’istruzione gratuita, con quella era di fatto la prima scuola dell’obbligo in Italia, che iniziava a 6 anni e comprendeva lo studio di matematica, letteratura, geografia, catechismo, economia domestica per le donne e esercizi ginnici per gli uomini. I figli erano ammessi al lavoro a 15 anni con turni più umani rispetto al resto d’Europa. Le abitazioni, inoltre, furono costruite con un criterio tale da durare nel tempo, e infatti ancora oggi sono abitate.

I leuciani furono abilissimi nel reggere e contrastare la concorrenza straniera aprendosi al mercato dell’abbigliamento con la produzione di maglie, calze, broccati e velluti. Nell’800 l’importanza dell’impianto era tale che San Leucio ottenne l’esclusiva su uno straordinario tessuto, il “fili di vetro” scoperto da Gio. U. Rufort. Ferdinando IV di Borbone aveva in mente di allargare la colonia e costruire una nuova città, Ferdinandopoli, con una struttura circolare particolarissima in cui tutte le strade convergevano verso la piazza centrale. Il progetto non andò in porto ma nella colonia furono messe in atto delle leggi sociali molto avanzate.

Del 1789 è l’opera esemplare degli Statuti di San Leucio, un codice che rispecchia le aspirazioni del dispotismo illuminato dell’epoca ad interpretare gli ideali di uguaglianza sociale ed economica, con particolare attenzione al ruolo della donna.

Solo la discesa in Italia di Napoleone Bonaparte interruppe l’ulteriore sviluppo della colonia e, in particolare, la costruzione di una apposita Casa degli Infermi per gli invalidi del lavoro. Diversi visitatori stranieri rimasero abbagliati dalla colonia, dove “nulla si fa per forza” e dove tutto era proteso a rendere il lavoro più agevole tramite l’utilizzo di intricati macchinari.

A partire dal 1826 si assiste al declino di San Leucio: si tentò una diversa configurazione organizzativa, costituendo una società assieme a dei privati, ma era ormai prossima l’Unità d’Italia. Nel 1862 i meno illuminati Savoia decisero la chiusura dello stabilimento.

L’Arco Borbonico è il portale d’accesso al Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio: risale al 1600 e costituiva in origine il varco d’accesso alla proprietà feudale degli Acquaviva, signori di Caserta. E’ ancora oggi il passaggio migliore per raggiungere il Belvedere. Nel complesso trova spazio anche la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Il Palazzo del Belvedere ospita oggi il Museo della Seta, che conserva alcuni macchinari originali ancora funzionanti e che mostra tutte le le fasi di produzione con gli antichi telai restaurati ed azionati da una ruota idraulica posta nei sotterranei dell’edificio. Non mancano ovviamente gli appartamenti storici, con la stanza da bagno di Carolina, e i giardini all’italiana costituiti da terrazzamenti con piante che sono le stesse volute dal re sul finire del ‘700.

di Francesco Servino