Classifica dei Musei, eccellenze campane arricchiscono l’estero

Un dato sconcertante giunge dalla Gran Bretagna, precisamente dal famoso “British Museum” di Londra, uno dei più prestigiosi ed importanti musei del mondo.

Nella classifica dei musei più visitati nel 2013, stilata da Il Giornale dell’Arte e The Art Newspaper, il British Museum raggiunge il secondo posto (con 6,7 milioni di visitatori), subito dietro al Louvre di Parigi (9,7 milioni di visitatori), facendo segnare un clamoroso incremento del 20% di visitatori. Il merito maggiore di questo eccezionale risultato, per certi versi inatteso ed inaspettato, deve essere attribuito al “Life and Death in Pompeii and Herculaneum“, una mostra di grande interesse sulle cittadine di Pompei ed Ercolano devastate dall’eruzione del 79 d.C., eccellenze della Regione Campania, visitabile da Marzo a Settembre dell’anno scorso e che ha portato il British Museum a posizionarsi al secondo posto scavalcando il Metropolitan Museum di New York.

Dal 28 Marzo 2013, infatti, oltre 400mila visitatori hanno potuto ammirare le inestimabili ricchezze di Pompei, spesso poco tutelate e valorizzate da parte delle nostre istituzioni. Un patrimonio artistico, storico e culturale che nel nostro Paese non riusciamo a gestire nel migliore dei modi.

Oltre a questi dati certamente molto significativi, occorre rimarcare che, prima della mostra, è stato proiettato in 51 Paesi un film-evento su Pompei, The Mystery of The People Frozen in Time, realizzato dalla BBC, che ha riscosso ovunque un successo strepitoso. Italia compresa.

Nell’analizzare questa particolare classifica, una domanda sorge spontanea: i musei italiani che fine hanno fatto? Il primo a comparire nella top-list è la Galleria degli Uffizi di Firenze, che occupa la 26esima posizione. Seguono Palazzo Ducale a Venezia (1,3 milioni) e le Gallerie dell’Accademia di Firenze (1,2 milioni).

L’analisi di questo aspetto attesta per l’ennesima volta un elemento di fondamentale rilevanza: con grande intelligenza e perspicacia, gli stranieri si arricchiscono, come nel caso del “British Museum” di Londra, con le nostre ricchezze e le nostre eccellenze.

Purtroppo, noi italiani siamo da sempre abituati a piangerci addosso, non riuscendo a valorizzare ciò di che bello e di autentico possediamo, che costituisce un patrimonio invidiatoci da tutto il mondo. In questi ultimi anni, le istituzioni locali hanno soltanto pronunciato parole vuote e non seguite perlopiù da iniziative concrete, in grado di restituire credibilità e decoro all’inestimabile patrimonio culturale, storico, artistico ed archeologico che possediamo.

La ripresa del Bel Paese non può non essere collegata alla salvaguardia di queste straordinarie eccellenze, che potrebbero rappresentare un volano di crescita e di sviluppo per l’Italia intera.

Pertanto, questa lezione dataci dagli inglesi ci deve servire e ci deve invogliare ad investire tutte le nostre energie sull’enorme potenziale che possediamo, che costituisce una luce di speranza per superare la crisi che stiamo vivendo.

di Gianluca Martone