Cittadini per il Parco: “Discutibile nomina del nuovo Presidente”

In una nota contenente le prossime attività, il Movimento “Cittadini per il Parco“, costituito da associazioni, imprenditori, professionisti e privati cittadini aventi come obiettivo la compiuta realizzazione delle finalità istituzionali dell’Ente, si esprime sull’elezione del giovane Agostino Casillo a nuovo presidente del Parco Nazionale del Vesuvio: “Ci asteniamo da qualunque giudizio di merito sulla persona, perchè non la conosciamo. Molto invece ci sarebbe da discutere su come si è arrivati a questa nomina“.

La nomina di Casillo dovrebbe essere ufficializzata entro un paio di mesi dopo le audizioni previste nelle Commissioni Ambiente di Camera e Senato. Si attendono quindi le decisioni del Ministero dell’Ambiente sul nuovo consiglio di amministrazione dell’ente: “Ci auguriamo“, proseguono i Cittadini, “che le nomine siano tali da assicurare all’ente Parco una classe dirigente consapevole dei problemi strutturali che lo affliggono e in grado di rilanciarne ruolo e funzione. Non resteremo con le mani in mano ad attendere fatalisticamente il corso degli eventi”.

Per i Cittadini per il Parco “le conoscenze e le competenze necessarie per governare il territorio del Parco sono molteplici e frammentate e sono insite nel corpo sociale perciò bisogna metterle insieme: non c’è tutela dell’area protetta senza un serio programma di sviluppo economico compatibile. Suggeriamo ai futuri consiglieri e al nuovo Presidente del Parco di incontrare le forze sociali ed economiche dei 13 comuni del Parco e di costruire una piattaforma comune di discussione e confronto per l’elaborazione di un programma“.

La nomina di Agostino Casillo, da attivista di un collettivo di giovani a San Giuseppe Vesuviano direttamente a presidente del Parco Nazionale del Vesuvio ha sorpreso non pochi: alla base la mediazione di un plenipotenziario del PD in Campania, Mario Casillo, che ha pensato ad Agostino come al nome ideale per risolvere i deficit del Parco.

Lecite le perplessità sui criteri di una nomina avvenuta a dispetto di tante professionalità operanti sul territorio, ambientalisti di vecchia data, persone con il giusto grado di preparazione, competenze e una conoscenza probabilmente più avanzata delle problematiche del territorio: per alcuni la scelta è indice che la politica muove i fili a prescindere da qual è l’impegno e da chi lo protrae. E’ d’obbligo, comunque, non avanzare conclusioni azzardate.

di Francesco Servino