Cavacon 2014, un interessante ritrovo di appassionati

Pur lontano dai numeri e dalle platee del più noto Comicon di Napoli, il Cavacon stupisce positivamente perché in esso è più facile ritrovare quello spirito autentico che alimentava le prime edizioni del “cugino” partenopeo. Più piccolo, infatti, non vuol dire affatto peggio. Anzi, i punti a favore della rassegna cavese sono evidenti e balzano subito all’occhio: ad esempio, si può girare con più libertà e attenzione nell’aria espositiva, c’è la possibilità di soffermarsi con calma agli stand per valutare gli acquisti e intrattenersi a parlare coi venditori. Tutto è disposto al posto giusto e – udite udite – è possibile sedersi ai tavoli dei giochi di società e farsi una partita, così come è possibile provare i videogiochi. Il programma della manifestazione è ben redatto e per niente dispersivo: gli eventi sono ben concentrati, si possono seguire tutti e sono pure interessanti (workshop, incontri, proiezioni e attività di vario genere). Ma soprattuto al Cavacon si trova ciò che in posti del genere bisognerebbe trovare: appassionati di fumetti. Anche di videogiochi, ovviamente, di film e quant’altro. Si respira ancora quell’aria “positiva” che altrove non si respira più.

Degni di nota gli ospiti, “voci” note della televisione: Monica Ward, Christian Iansante, Andrea Mete; gli ultimi due ultimi si sono esibiti anche in doppiaggi live. E poi Giorgio Vanni che ha tenuto un concerto con le sigle dei cartoni tv. Sull’area palco si sono alternati eventi di vario genere, dai concerti alle gare. Tra gli stand, inoltre, erano presenti diversi disegnatori dediti a sketch sessions. E poi ancora, talk con gli autori di fumetti, giochi a tema, karaoke. Nella sala meeting sono stati proiettati film come The Simpsons, Princess Mononoke e Captain Harlock.

Non sono mancati tornei per tutte le console, di vecchia e nuova generazione, e dei principali board e war games. Nell'”area duello” era possibile calarsi nei panni di un guerriero medievale e sfidare altri contendenti, mentre giocatori di laser tag si davano battaglia nascondendosi nei vari angoli dell’area fieristica mercatale. Che, tra l’altro, era servita da un comodissimo parcheggio: raggiungerla in auto e trovare posto è stato facilissimo.

Siamo stati al Cavacon l’ultimo giorno, il 2 Giugno, e abbiamo assistito per intero al cosplay contest: un “cosplay” sarebbe il costume di un personaggio dei fumetti, d’animazione, film, videogames o di altro genere. O meglio, per cosplay si intende la pratica del dare vita a personaggi il più delle volte immaginari ricalcandone gli aspetti psicologici, gli atteggiamenti, le movenze. Una passione che spinge persone di tutte le età a dedicarsi con cura alla realizzazione dei propri costumi, alcuni dei quali sono geniali e curati nei minimi particolari. Il cosplay contest consiste in una vera e propria gara nella quale si sfidano non solo i migliori costumi ma i migliori interpreti dei vari personaggi: ogni cosplayer, infatti, ha proposto determinate scene, a volte con doppiaggi, musiche e colonne sonore. Più di una sessantina i partecipanti alla gara, che hanno saputo catalizzare l’attenzione di curiosi anche al di fuori della struttura.

Il contest, condotto dai presentatori Fabiano Pagliara e Francesca Aliberti, si è concluso con l’attribuzione del premio più ambito, un viaggio in Giappone per due persone, al cosplayer Giovanni Impanato. Premiate anche altre categorie di partecipanti che si sono aggiudicati trofei e premi di altro genere come una console per il videogaming e buoni da spendere in fumetti.

Insomma, sicuramente si può piantare una bandierina su questo Cavacon: gli appassionati di fumetti possono segnarlo come appuntamento fisso, perché stupisce per la sua genuinità ed autenticità. Un luogo dove si respira ancora aria di fumetto e dove è possibile passare una giornata senza stress, dedicandosi alle varie attività, facendo amicizia e scambiando opinioni. Ci sarà pure un motivo se la manifestazione, in 5 anni, ha saputo calamitare l’attenzione di più di 40mila visitatori complessivi.

di Francesco Servino

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