Castellammare, attesa per la Sacra Spina

E’ grande l’attesa tra i fedeli di Castellammare di Stabia ai quali nella giornata di oggi potrebbe essere rivelata la fondatezza della leggenda della Sacra Spina, reliquia custodita in una teca ottocentesca ed esposta nella Concattedrale di Maria Santissima Assunta.

La reliquia è stata donata 5 anni fa all’Arcidiocesi dalla famiglia Cannavale che l’aveva ricevuta agli inizi del ‘900 dal conte Cesare Caterini, commendatore dell’Ordine di Nostra Signora della Concezione di Vila Viçosa in Portogallo (dove forte è il retaggio dei templari), personaggio vicino al Papa: a descriverla è anche lo storico Anselmo Paribello, Padre Superiore del Convento di San Francesco di Quisisana, secondo il quale il ramoscello spinoso “stabiese” era uno di quelli intrecciati nella corona di spine che Gesù Cristo portò sul Calvario.

Come risaputo, quando il giorno dell’Annunciazione, ovvero il 25 Marzo, coincide con il Venerdì Santo, avviene il miracolo che nel corso dei secoli pare attestato per le numerose spine presenti in varie chiese del mondo, manifestandosi in vari modi: con rigonfiamenti, con la liquefazione in gocce di sangue vivo fino alla comparsa di escrescenze biancastre argentee di pochi millimetri dette “fioriture”.

Per quanto la corona posta sul capo di Gesù potesse essere grande, sembra ingiustificato un numero così elevato di spine in circolazione, la cui autenticità è tutta da dimostrare: reliquie simili rinverdirebbero o fiorirebbero in corrispondenza di particolari eventi, una credenza basata su antiche tradizioni medievali. Il prodigio più noto è quello atteso nella Cattedrale di Andria, in Puglia, celebrato quest’anno con un francobollo emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Il fenomeno delle spine ha subito, nei secoli, una crescita esponenziale per tutte le implicazioni religiose e devozionali collegate al prestigio del conservare una reliquia così sacra. Una spina intrisa di sangue, lunga tre centimetri, è custodita anche nel Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.

Del rametto di Castellammare di Stabia si sa molto poco: l’attesa è tanta da parte di fedeli e fotografi. Il prodigio della fioritura, se avverrà, potrà essere osservato di nuovo nel 2157. L’ultima volta che il Venerdì Santo è coinciso con il 25 Marzo è stato 11 anni fa: non si hanno testimonianze di una fioritura del rametto stabiese in tale data.

di Francesco Servino