Casal di Principe festeggia Natale, sindaco anticamorra

Renato Franco Natale, medico, tra i fondatori dell’associazione Jerry Essan Masslo, membro di Libera e del Comitato Don Peppe Diana, è il nuovo sindaco di Casal di Principe. Si tratta nel suo caso di una rielezione, accolta come un fatto positivo: Natale, infatti, è stato il primo sindaco di Casale ad aver posto, nel 1993, come priorità assoluta la lotta alla camorra. Una breve gestione politica, la sua, spezzata nel 1994 da un fatto notissimo e drammatico: l’uccisione del parroco e amico Don Giuseppe Diana.

Con il sostegno di due liste civiche, “Ricostruiamo” e “Casale Rinasce”, Natale ha ottenuto al ballottaggio il 68% dei consensi sconfiggendo la coalizione avversaria ferma al 32%. Casale esce in questo modo da due anni di commissariamento, con il Comune sciolto per infiltrazioni camorristiche. Grande voglia di cambiamento e di riscatto l’ha mostrata larga parte della cittadinanza che ha scelto Natale come simbolo per tornare alla normalità ed uscire dalle macerie lasciate dalla camorra.

Le prime dichiarazioni del neosindaco eletto attestano subito quello che vuole essere il suo impegno: “In questa tornata elettorale in ballo c’era molto più delle elezioni amministrative. C’era la città di Casale tutta, il popolo. Questa è una tappa importante di un lungo percorso di rinascita e ricostruzione di questa città. Da domani cambia tutto, anzi, è già cambiato tutto“. E ai casalesi “cattivi”, alla parte “non sana” di Casal di Principe, Natale ha mandato un messaggio esplicito: “Vaffanculo!“.

Natale si rese protagonista durante la sua prima amministrazione della “battaglia dei paletti”: il sindaco pedonalizzò il centro cittadino di Casale circoscrivendolo con dei paletti e il clan dei casalesi intese tale gesto come sfida. Ogni sabato, per settimane, i paletti venivano divelti e lasciati davanti all’abitazione del sindaco per poi essere ripristinati dal Comune.

L’uccisione di Don Peppe Diana fu però il più drammatico e chiaro segnale contro la sua amministrazione. Il sindaco anticamorra perse pure la maggioranza per infiltrazioni camorristiche e dovette dimettersi. Nel processo Spartacus, venne alla luce un piano per portare a termine la sua uccisione simulando un incidente automobilistico. Nel 2011, quando era segretario cittadino del PD, ha ricevuto una lettera con minacce di morte.

Una vittoria dedicata a don Peppe Diana, nel nome del quale dovrà ripartire adesso la ricostruzione di Casal di Principe. A suggellare la vittoria, un manifesto apparso in tarda notte a Piazza Mercato: “Qui la camorra ha perso”. Emblematico è dire poco.

di Francesco Servino