Campi Flegrei, verso l’allargamento della zona rossa

E’ un pericolo concreto quello dell’eruzione dei Campi Flegrei, addirittura maggiore di quello del Vesuvio: è quanto dimostrato scientificamente da un rapporto riservato dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in una ricerca pubblicata due anni fa ma tenuta rigorosamente sottochiave dalla Protezione Civile.

Il rapporto è basato sul metodo definito “Operational Eruption Forecasting” che valuta l’evoluzione dell’attività vulcanica nei comprensori a più alto rischio. Per i Campi Flegrei la probabilità di eruzione ha superato la quota del 10 per cento: è la percentuale di rischio più alta dell’Europa continentale. Tutto nasce dallo studio di quattro ricercatori dell’INGV: Paolo Papale, Warner Marzocchi, Jacopo Selva e Laura Sandri. Il rapporto è stato pubblicato sul “Journal of Applied Volcanology” nel 2012. La Protezione Civile, però, non ha mai diffuso il testo del lavoro, perché ancora non è stato aggiornato il piano di sicurezza dei Campi Flegrei con l’allargamento della zona rossa.

Il perchè è presto detto: le complicazioni derivano dalla bocca eruttiva che storicamente si è aperta in posti molto diversi (mentre sul Vesuvio è più definita). Dalla storia degli ultimi quattromila anni, infatti, è possibile – ma non probabile – che si apra una bocca eruttiva spostata più verso Fuorigrotta.

Una svolta si è avuta questo pomeriggio: presso la sede della Regione Campania, infatti, si è svolta una riunione nella quale si è discusso della ridefinizione della zona rossa – elaborata sulla base degli ultimi studi scientifici e sulle indicazioni fornite dal Dipartimento della Protezione Civile e dalla Commissione Grandi Rischi – e delle attvità future riferite alla pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico nell’area dei Campi Flegrei, incontro a cui hanno partecipato il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, l’assessore alla protezione civile della Regione Campania, Edoardo Cosenza, il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, Giuseppe De Natale, il vicesindaco di Napoli facente funzioni di sindaco, Tommaso Sodano, i sindaci di Pozzuoli, di Bacoli, di Monte di Procida e i commissari straordinari dei comuni di Quarto, Giugliano, l’assessore alla protezione civile di Marano e i rappresentanti della Prefettura e della Provincia di Napoli.

Nel corso della riunione è stata presentata alle locali autorità di protezione civile la proposta, elaborata dal Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con la Regione Campania, di nuova zona rossa dei Campi Flegrei che comprende i comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, parte di Marano e una piccola zona di Giugliano, nonchè alcune zone di Napoli (Bagnoli, Fuorigrotta, Pianura, Soccavo, Posillipo, Chiaia, una parte di Arenella, Vomero e Chiaiano e una piccolissima parte di San Ferdinando).

Nel corso dell’incontro il direttore dell’Osservatorio Vesuviano ha presentato i dati riferiti alle ultime rilevazioni sullo stato dell’attività del vulcano dei Campi Flegrei che, dalla fine del 2012, si trova in uno “stato di attenzione”, sottolineando che le reti di monitoraggio, nell’ultimo periodo, non hanno registrato variazioni significative dei parametri sismici, geochimici e di deformazione del suolo.

Si attende ora che all’attività di aggiornamento della pianificazione segua, quanto prima un atto normativo del Presidente del Consiglio dei Ministri, seguendo lo stesso percorso di condivisione intrapreso per il rischio vulcanico del Vesuvio. Entro il 30 Novembre i comuni dovranno inviare alla Regione Campania tutte le osservazioni in merito ai nuovi confini proposti per la zona rossa.