Burlando si burla di noi

Il sì delle Regioni pare assumere i connotati di una beffa, mentre in generale si fa fatica a stringere gli accordi: il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, e il governatore ligure Burlando avevano fatto intendere di poter accogliere l’immondizia di Napoli per un periodo di tre mesi presso la discarica di Monte Scarpino, per un totale di 20mila tonnellate. Ma fanno un passo indietro e mettono a disposizione della Campania appena dieci camioncini, in grado di trasportare 200 tonnellate di rifiuti. In Emilia Romagna, il comune di Ostellato (in provincia di Ferrara) riceverà la frazione umida campana, che verrà trasformata in compost, per un totale di 5000 tonnellate. Intanto il governatore Caldoro ha firmato l’ordinanza per il conferimento di rifiuti negli impianti di Avellino, Benevento e Caserta: nelle discariche di Savignano Irpino, Sant’Arcangelo Trimonte e San Tammaro finiranno 1500 tonnellate di spazzatura al giorno, con buona pace di Zinzi che voleva dirottarla a Terzigno. Soddisfatti De Magistris e Sodano, anche se la prima delibera “rivoluzionaria” con cui la nuova amministrazione ha inaugurato il proprio insediamento sembra destinata a rimanere lettera morta al pari di quelle, dello stesso tenore, della Iervolino. “La maggioranza dei bar ignora il divieto di usa e getta e i venditori di verdure continuano a vendere e a smaltire il loro fogliame esattamente come prima: l’unica cosa che è partita sono le multe ai cittadini per il deposito fuori orario” spiegano i comitati. Eppure se la Regione e la Provincia approntassero misure rivolte alla raccolta differenziata spinta potrebbero conferire fuori regione i rifiuti senza necessità di alcun decreto, così come previsto nel nuovo piano regionale. Sul fronte regioni, resta critica la posizione del governatore Formigoni, secondo il quale “la Lombardia, che assieme al Veneto è la regione più virtuosa d’Italia, oggi riesce a differenziare circa il 50% dei rifiuti prodotti, mentre il resto viene bruciato o messo in discarica”. Le parole di Formigoni appaiono in netto contrasto con quelle del governatore Zaia, che appena qualche giorno fa si opponeva alla spazzatura di Napoli perché il Veneto raggiunge picchi dell’80% di differenziata, situazione che ha permesso la chiusura delle discariche nella provincia di Treviso da undici anni a questa parte. Una cosa è certa: anche nelle regioni del Nord è chiaro che il ciclo di smaltimento dei rifiuti si avvale in massima parte di tecnologie vecchie. La situazione di emergenza che si è venuta a creare ancora una volta in provincia di Napoli, e in generale nella Campania, pone l’attenzione sulla necessità di investire in nuove tecnologie in grado di riciclare e di recuperare i materiali al 100%. A Napoli, una cordata di imprenditori rappresentati dalla Fissore Agency di Montecarlo ha presentato all’assessore all’ambiente e vicesindaco Tommaso Sodano un impianto fantascientifico (Autoclave) che consente il riciclo totale dei materiali, avvalendosi soltanto del calore sprigionato dal vapore, che a 160 gradi centigradi sarebbe in grado di separare l’indifferenziato, e del sistema P2P (che consente di trasformare la plastica in carburante pulito). Un impianto che anche l’imprenditore statunitense Aldo Caretti propone in Italia da anni (ma non risulta che sistemi di tale tipo siano in funzione nel mondo, e i suoi rappresentanti legali hanno sempre presentato documentazioni scadenti), ma a cui le lobby nostrane si oppongono da anni, perché negli investimenti stranieri è meno facile mettere le mani in pasta (al massimo si possono boicottare). D’altro canto, certi movimenti non hanno mai prestato la dovuta attenzione a certi personaggi, mossi unicamente da un impeto pregiudiziale. E’ innegabile che Napoli non può permettersi in questa fase impianti sperimentali e mai prima d’ora collaudati ma, così come in campo energetico, il sistema di smaltimento dei rifiuti ha bisogno di una radicale innovazione, di quel processo che l’economista Schumpeter definiva di “distruzione creatrice”. Soprattutto, è ora che la parola “bonifica” cominci a martellare incessantemente le teste dei politici, perché nuove discariche vengono aperte, ma quelle chiuse e dismesse continuano a devastare i territori.

di Francesco Servino