Boscoreale piange Benedetta, vittima della terra dei fuochi

Sono stato ai funerali della piccola Benedetta questo pomeriggio: ero in zona e non potevo esimermi. Non in veste di giornalista, non era il caso, ma come cittadino desideroso di unirmi al cordoglio, per fare mie le sensazioni e rinnovare la rabbia contro chi è colpevole. Non ho scattato fotografie, non ho raccolto testimonianze, non ho segnato le parole del prete: perso tra i tanti, in una folla enorme, sono stato in silenzio a pensare a come sia possibile a 6 anni avere alle spalle “una lunga battaglia” e morire per un male incurabile. In terra dei fuochi accade troppo spesso.

In lutto la comunità di Marchesa a Boscoreale, dove Benedetta viveva, quella di Poggiomarino, dove i genitori gestiscono un’attività commerciale, e le insegnanti del plesso Brancaccio di Scafati che la piccola frequentava: tanta gente ha voluto partecipare alle esequie per esprimere solidarietà alla famiglia ma anche come sollevazione popolare verso un dramma che non può essere tollerato. Tutti puntano il dito contro l’inquinamento, contro l’aria ammorbata dai roghi tossici: non è psicosi di massa questa, è piena consapevolezza di un problema troppo a lungo taciuto e minimizzato che si sta abbattendo come una scure sulla popolazione senza fare distinzione tra bambini e adulti.

E’ il calvario di due genitori che hanno fatto di tutto per la propria figlia: a nulla è servito anche l’ultimo intervento chirurgico che la piccola ha dovuto subire all’Ospedale Bambin Gesù di Roma. Quando la terra dei fuochi e dei veleni decreta la tua condanna c’è ben poco da fare: Benedetta si aggiunge a una lunga lista di bambini strappati all’affetto di mamme e papà.

Non ci resta che prendere atto della situazione: manca la volontà di fare qualcosa, manca la volontà di affrontare il problema. Chissà quante altre Benedetta dovremo piangere prima che il buon senso si impadronisca della classe dirigente politica, di chi ha la possibilità di intervenire ma vive una sorta di delirio di onnipotenza credendo di essere intangibile o che le cose debbano andare in questo modo perchè è il prezzo da pagare per il benessere: benessere non c’è più o è apparente in una società basata sulle disuguaglianze, ingiusta, in cui si nasce malati perchè l’oltraggio che abbiamo arrecato alla natura si sta ripercuotendo su ognuno di noi. Che la madre terra, malandata per i problemi che le arrechiamo, accolga la piccola Benedetta tra le sua braccia e la culli: che la sua piccola anima possa aleggiare per i nostri luoghi martoriati instillando un barlume di buon senso in tutti.

di Francesco Servino