Bagnoli è inquinata, allarme di Verdi e Palazzo Marigliano

I Verdi e l’Assise di Palazzo Marigliano hanno reso pubblici i dati raccolti dal professor Benedetto De Vivo, professore di Geochimica Ordinaria presso l’Università Federico II di Napoli, sui sedimenti marini antistanti la colmata inquinante dell’arenile di Bagnoli. La contaminazione delle acque, dovuta alle attività degli ex siti industriali ILVA-Eternit, risulta caratterizzata da elementi altamente cancerogeni quali gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e i PCB, con concentrazioni di molto superiori alla media. Il Journal of Geochemical Exploration ha messo in evidenza un quoziente di rischio nei primi 20 cm dei fondali marini pari a 4737 volte superiore alla norma: si tratta di una situazione di rischio per la quale è obbligatoria, da parte delle autorità competenti, la messa in atto di interventi di messa in sicurezza e bonifica. Coppa America a rischio: i Verdi lanciano l’allarme. “Seguirò personalmente le situazioni critiche del Paese, da Taranto ai grandi complessi industriali da bonificare. Bisogna verificare il nesso malattie-inquinamento. Bagnoli è tra le nostre priorità” spiega il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. Secondo Eduardo Benassai, studioso del moto ondoso e delle correnti marine: “La Coppa va fatta al molo San Vincenzo a Napoli, perché presenta le caratteristiche più adeguate. A Bagnoli ci sono gravi problemi di inquinamento. Vogliamo sapere che tipo di lavori di bonifica sono previsti”. Per il professor De Medici, geologo e idrogeologo dell’Università Federico II di Napoli:  “A meno che non ne vengano fuori dei benefici, è inconcepibile tenere le regate a Bagnoli. Non sono chiari gli interessi che ruotano attorno all’evento. Attenzione alla tarantella delle bonifiche: ci devono far capire in maniera trasparente in che modo intendono operare. Bagnoli è inquinata: le tribune per gli spettatori non possono essere posizionate dove si sollevano le polveri d’amianto. A parere degli esperti, è Napoli è il miglior campo di regata del mondo”. Dello stesso avviso Antonio Marfella, tossicologo e oncologo dei Medici per l’Ambiente ISDE: “Ringrazio i Verdi per l’interesse sollevato sulla questione. L’Italia è fuori dalla storia moderna: non abbiamo una forza politica ambientalista a doppia cifra come nel resto d’Europa. La tutela del lavoro non si fa svendendo il territorio alle industrie inquinanti: siamo stati superficiali nella tutela del territorio più bello del mondo. In Italia i dati relativi ai tumori sono drammatici, maggiori che nel resto d’Europa. Non si possono risolvere i problemi nascondendoli sotto il tappeto: il registro dei tumori regionale è incompleto e manca quello comunale. Napoli è la prima città d’Italia per tumore al polmone: Il 40% dell’inquinamento da polveri sottili proviene dalle navi che attraccano al porto a motore acceso. Si organizza una regata a Bagnoli perché gli americani hanno condotto studi che attestano la pericolosità dell’inquinamento a Napoli.  Se soltanto leviamo la colmata, il mare nel giro di qualche decennio penserebbe a ripulire tutto il resto. La tutela della salute entri a far parte della politica. Vergogna per la mancanza di centraline per l’aria e registro tumori”. Per Paolo Nicchia, dell’Assise della città di Bagnoli: “La Coppa America è un pacco: non ha niente di sportivo, si tratta di un mero affare per chi la organizza. Non si può creare un precedente: le aree inquinate vanno delimitate e interdette”.

di Francesco Servino