Arresto Gravante, rifiuti tossici nella “Nat.Alì”

C’era da immaginarselo, dai terreni di Gravante sta spuntando fuori di tutto: il patron dell’azienda agricola “Nat.Alì” di Gioia Sannitica, agli arresti domiciliari con l’accusa di estorsione e smaltimento illegale di rifiuti, costringeva i propri dipendenti a incenerire e sotterrare ogni sorta di scarto inquinante incurante del fatto che il proprio latte era destinato al consumo umano e all’alimentazione dei bambini. Quindici anni di violenze all’ambiente per risparmiare un misero milione di euro, nulla in confronto ai guadagni realizzati dalla commercializzazione del latte “Foreste Molisane“.

Il personale del Comando Provinciale di Caserta del Corpo Forestale dello Stato, su disposizione dei sostituti procuratori Giacomo Urbano e Stefania Pontillo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in collaborazione coi militari del 21esimo Reggimento Genio Guastatori di Caserta dell’Esercito Italiano, già da ieri sta facendo eseguire dei saggi di scavo allo scopo di individuare i rifiuti tossici intombati nel sottosuolo.

Dai racconti degli ex lavoratori di Gravante è emerso che negli anni sarebbero stati interrati e bruciati in azienda tutti gli scarti dell’attività di imbottigliamento del latte per un equivalente di 6,5 quintali al giorno. Non solo: i rifiuti dell’azienda – come gli escrementi dei 3500 capi di bestiame, l’acqua proveniente dal lavaggio delle stalle contenente detergenti pericolosi, il materiale di risulta della mungitura – venivano convogliati pure nelle acque del fiume Volturno.

Un’area di 500 ettari in cui è presente un allevamento zootecnico e una centrale del latte dove avveniva, fino al Novembre dello scorso anno, la trasformazione e l’imbottigliamento del latte vaccino rivenduto con il marchio commerciale “Foreste Molisane”.

Già le prime ricerche stanno confermando che in diverse aree sono stati smaltiti importanti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi costituiti da materiali plastici e di altra natura combusti, contenitori di farmaci veterinari, resti di svariate carcasse di bovini, teli e reti in plastica, materiali metallici e ingenti quantità di rifiuti speciali “non pericolosi” costituiti da bottiglie di latte dismesse sia in PET che in vetro.

Una importante collaborazione nell’attività di polizia giudiziaria in corso viene assicurata dai tecnici dell’ARPAC di Caserta che provvedono alla caratterizzazione dei rifiuti sepolti nel sottosuolo, nonché al loro campionamento per avviarli a analisi di laboratorio per stabilirne la natura. Le aree oggetto degli illeciti smaltimenti di rifiuti nel sottosuolo vengono, di volta in volta, immediatamente poste in sequestro dal personale del Corpo Forestale dello Stato. L’attività in questione avrà una durata di diversi giorni considerata la notevole estensione dei terreni da analizzare.

Intanto la proprietà del marchio “Matese“, Newlat S.p.A., ci ha tenuto giustamente a precisare che da decenni Giuseppe Gravante non ha alcuna attinenza con le proprie attività ma che è proprietario di una centrale del latte dove, fino allo scorso Novembre, avveniva la trasformazione e l’imbottigliamento di latte vaccino rivenduto con il marchio commerciale di “Foreste Molisane”.

di Francesco Servino