Corrado Clini, ex Ministro dell’Ambiente, arrestato

Corrado Clini è stato arrestato dalla Guardia di Finanza per il reato ipotizzato di peculato in concorso ai danni del Ministero dell’Ambiente. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. L’operazione è stata condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria e dalla Procura della città di Ferrara. Il provvedimento è stato chiesto dal procuratore capo estense, Bruno Cherchi, titolare dell’indagine, e concesso dal gip Piera Tassoni. A ricostruire i passaggi di denaro attraverso i tre continenti, anche il colonnello delle fiamme gialle Sergio Lancerin.

L’indagine che ha portato l’ex Ministro dell’Ambiente agli arresti è stata condotta in collaborazione con la procura di Roma, unitamente al Nucleo Speciale Tutela Spesa Pubblica della Guardia di Finanza capitolina e con la Procura Federale di Lugano, unitamente alla polizia giudiziaria federale svizzera. Una prima fase delle indagini ha visto la collaborazione di Eurojust, organismo che ha sede a L’Aia e che coordina le autorità nazionali nella lotta alla criminalità transnazionale, e della Polizia Tributaria Olandese (la FIOD di Harlem) si era conclusa lo scorso Luglio con la costestazione, da parte delle fiamme gialle ferraresi, di rilievi connessi all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per 1,5 milioni di euro: 5 gli indagati per frode fiscale e sequestro di beni per un equivalente di 330mila euro disposto dal gip del Tribunale di Ferrara.

Clini, ascoltato dai magistrati nell’Ottobre 2013, si era difeso anche pubblicamente con una lettera al quotidiano “Il Tempo” in cui sosteneva che i 54 milioni di euro erogati dal Ministero dell’Ambiente non erano spariti ma avevano prodotto risultati significativi, riconosciuti e premiati in ambito internazionale, e che le false fatturazioni non lo riguardavano.

Un ordine di custodia cautelare ai domiciliari è stato firmato dal gip anche a carico di Augusto Calore Pretner, imprenditore e ingegnere del padovano, socio dello studio che ha curato il piano di gestione integrata delle risorse idriche nel sud Iraq, nell’ambito del quale l’ex titolare del dicastero avrebbe detratto 3,4 milioni di euro (da un finanziamento di 54).

I fatti risalirebbero al 2007, quando Clini era direttore generale del Ministero dell’Ambiente. Secondo l’accusa, nella veste di direttore generale Clini diede l’ok al finanziamento al progetto “New Eden” da 54 milioni di euro volto alla protezione, preservazione dell’ambiente e delle risorse idriche da realizzarsi in Iraq. Un intervento che prevedeva la riduzione dell’inquinamento, controllo dell’erosione dei corsi d’acqua, riforestazione, protezione della fauna locale, controllo dei fenomeni di piena e la gestione integrata dei bacini idrografici del Tigri e dell’Eufrate (attività delle quali il Nucleo di Polizia Tributaria non avrebbe trovato tracce). Un progetto di cooperazione ambientale tra Italia e Iraq avviato nel 2003 per lo sviluppo del settore agricolo utile anche alle aziende italiane, a cui il governo iracheno aveva affidato il compito di elaborare il master plan per la gestione delle risorse idriche.

Tramite un complesso giro di false fatturazioni provenienti da una società olandese titolare di una cartiere a favore di uno studio d’ingegneria ferrarese, Med Ingegneria Srl, aderente al consorzio “Nature Iraq“, impegnato nel progetto “New Eden” ed al quale partecipavano lo Studio Galli Ingegneria Srl di Padova (di cui Pretner è socio), e Iraq Foundation, una società con sede negli Usa i soldi venivano detratti: le due ONG nel 2003 stipularono un accordo bilaterale con gli uffici del ministero dell’Ambiente, poi rinnovato nel 2008 per altri cinque anni (chiesero 57 milioni, ne ottennero 54). Una parte dei soldi del Ministero, incassati da Nature Iraq, veniva accreeditata su un conto ad Amman in Giordania, per poi partire in direzione dell’Olanda, verso la società Gbc con fatturazioni per operazioni inesistenti. Questa tratteneva una commissione del 5% per poi girarli nei paradisi fiscali delle Isole Vergini e dei Caraibi. Da qui il malloppo, decurtato di un altro 2%, ripartiva per la Svizzera per essere depositato “in conti correnti di prestanome direttamente riconducibili agli indagati”. Le indagini della Finanza proseguono anche in altre direzioni. In particolare in Svizzera, dove si batte la pista del riciclaggio internazionale di denaro.

Ministro dell’Ambiente del Governo Monti dal 16 Novembre 2011 al 28 Aprile 2013, gli ambientalisti lo ricordano mal volentieri per le sue posizioni a favore dell’energia nucleare e degli organismi geneticamente modificati. Controverso, da parte sua, anche il modo di affrontare questioni di assoluta gravità come il caso Ilva, l’emergenza rifiuti a Roma, il recupero della Costa Concordia. Attualmente, Clini ricopre l’incarico di direttore generale per lo Sviluppo Sostenibile, il Clima e l’Energia sempre al Ministero dell’Ambiente.

di Francesco Servino