Antonio Iovine si pente, duro colpo per il sistema

Antonio Iovine si pente. Proprio così, quell’Antonio Iovine, 50 anni, detto “O Ninno”. “Il bambino”, perche ha raggiunto i vertici del clan da giovanissimo. La svolta è arrivata un paio di settimane fa, quando Iovine ha cominciato a rispondere alle domande dei pm della Direzione Distrettuale Antimafia Antonello Ardituro e Cesare Sirignano, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli.

La svolta è arrivata un paio di settimane fa, quando Iovine ha cominciato a rispondere alle domande dei pm Antonello Ardituro e Cesare Sirignano, del pool coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli.Pupillo di Francesco “Sandokan” Schiavone e amico di Michele Zagaria, Antonio fa parte di una famiglia da sempre contrassegnata da episodi criminali e della quale fanno o facevano parte Enrichetta Avallone, sua moglie, arrestata nel 2008 e condannata in primo grado a 8 anni per estorsione (tornata libera nel 2011, con il divieto di dimora nel casertano); Anna Iovine, sua sorella, arrestata per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso; Carmine Iovine, suo fratello, ucciso in un agguato nel 1994; Oreste Iovine, suo figlio, finito in galera per reati di droga. Suoi zii erano invece i fratelli Mimì e Mario Iovine: il primo fu assassinato su ordine del boss Antonio Bardellino, il secondo dopo aver ucciso quest’ultimo a colpi di martello in Brasile (stando ai resoconti dei collaboratori di giustizia, ma il suo corpo non è mai stato trovato).

Iovine era nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia quando è stato arrestato, nel 2010, dall’ex capo della Squadra Mobile della Questura di Napoli Vittorio Pisani: sottoposto regime di 41-bis, altrimenti detto “carcere duro”, a Nuoro, avrebbe iniziato nelle scorse ore a collaborare con la Procura della Repubblica di Napoli. Siamo di fronte, probabilmente, ad un fatto storico che potrebbe segnare in negativo le sorti del clan dei casalesi e assestare un duro colpo a un intero sistema di connivenze tra la camorra e la politica.

In merito al pentimento di Iovine, Roberto Saviano ha scritto sulle pagine di Repubblica: “È uno che sa tutto. E quindi ora tutto potrebbe cambiare. La terra trema per una grossa parte dell’imprenditoria, della politica, per interi comparti delle istituzioni. Le aziende grandi e piccole che hanno ricevuto, che sono nate e che hanno prosperato grazie ai flussi di danaro provenienti da Antonio Iovine, si sentono come in una stanza le cui pareti si stringono sempre più“.

Il talento di Iovine è sempre stato quello di saper far fruttare il flusso di danaro del narcotraffico, delle estorsioni, delle truffe oltre che sfruttare alla grande gli appalti statali. Tutto il segmento nero diventava investimento vivo, costruzione vera: imprese edili, ristoranti, import-export. Uno dei primi colpi di ‘o ninno fu proprio l’acquisto della discoteca Gilda a Roma: una delle sue prime mosse personali nella capitale. Seguendo l’indicazione del padrino Bardellino, Roma era la vera fortezza da espugnare e Iovine l’ha sempre saputo. Ed è qui che si è legato ai tre settori cardine della capitale: cemento, intrattenimento, politica. Ha provato a scalare la squadra di calcio della Lazio, riciclando 21 milioni di euro provenienti dall’Ungheria, attraverso il suo parente Mario Iovine detto Rififì, a Roma ha investito nel settore del gioco d’azzardo legale“.

Esistono molti boss della mafia pentiti. Ma nella camorra è diverso: Iovine è stato ai vertici dei Casalesi per oltre dieci anni, non esistono precedenti simili, se non forse quello di Pasquale Galasso, capo della Nuova famiglia. L’altro pentito del clan dei Casalesi che ha cambiato la storia è stato Carmine Schiavone ma era un capo della vecchia generazione, marginalizzato nell’ultima fase, che decise di pentirsi proprio perché estromesso dai vertici, lui che era fondatore del gruppo. Iovine è l’organizzazione. Perché ha deciso di collaborare? Sicuramente gran parte del merito ce l’ha Antonello Ardituro il pm che da anni instancabilmente segue le vicende del Ninno.“.

Non sappiamo ora cosa potrà accadere nell’agro aversano, come reagiranno i clan visto che i figli di Schiavone Sandokan sono legatissimi ai figli di Iovine. Potrebbe essere l’inizio di un cambiamento epocale. Iovine potrà chiarire molto, moltissimo: potrà parlare delle voci che lo hanno descritto (senza mai nessuna conferma giudiziaria) come il burattinaio dietro la scalata di Ricucci, Coppola e Statuto. Potrebbe chiarire il potere della famiglia Cosentino e dei rapporti con tutta la politica degli ultimi vent’anni. Potrebbe persino raccontare alcune verità che spiegheranno i retroscena alla caduta del governo di centro sinistra. Ricordate? Il governo di centrosinistra nel gennaio 2008 cadde perché Mastella ritirò la fiducia dopo che la moglie venne indagata per tentata concussione. Era successo che Nicola Ferraro (poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa) dirigente Udeur e consigliere regionale chiese a Luigi Annunziata direttore generale dell’Ospedale di Caserta di Caserta di mettere Carmine Iovine cugino del ninno come capo della direzione sanitaria dell’ospedale di Caserta. Solo O’ ninno ora potrà spiegare. Potrebbe essere una vittoria dello Stato importantissima“.

Da ricordare che, proprio l’altroieri, il 19 Maggio, i magistrati hanno hanno chiesto l’assoluzione di Iovine nel processo riguardante le intimidazioni allo scrittore Roberto Saviano e alla giornalista Rosaria Capacchione in quanto non ci sarebbe la possibilità di dimostrare la sua colpevolezza.

Il camorrista-imprenditore, mente affaristica a cui sono stati sequestrati beni per 80 milioni di euro, avrebbe cominciato “a ricostruire ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli il complesso delle attività e dei rapporti di uno dei più potenti clan della camorra, dalla gestione delle attività criminali, alle guerre fra clan ai rapporti con esponenti politici” come riportano alcuni quotidiani. Già il 6 Dicembre 2010, a poco meno di un mese dalla sua cattura, aveva avuto un colloquio riservatissimo con l’allora Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso, e si parlava della possibilità di un suo pentimento (voce poi smentita).

Condannato in contumacia alla pena dell’ergastolo, assieme ad altri componenti del clan dei casalesi, al termine del maxiprocesso “Spartacus”, Iovine viene arrestato dopo 14 anni di latitanza (dal 2006) il 17 Novembre 2010 in un nascondiglio a Casal Di Principe a casa di Marco Borrata, considerato un suo fiancheggiatore. Notizia di ieri è che i parenti del boss si sarebbero affrettati a lasciare il comune di San Cipriano d’Aversa.

di Francesco Servino