Ancora roghi e proteste

Si aggrava ogni giorno che passa l’emergenza rifiuti a Napoli: in città e in provincia la situazione è disperata, e nel capoluogo tornano i roghi e le proteste. A Fuorigrotta, alle due di notte, gruppi di persone hanno trascinato cassonetti e sacchetti d’immondizia al centro della carreggiata, paralizzando il traffico fino alle quattro del mattino (quando i mezzi dell’Asia, su segnalazione della polizia, hanno rimosso i cumuli). In nottata un netturbino è stato aggredito, mentre incendi divampano ovunque: quello più grave a Quarto, all’interno di una cava adibita a sversatoio abusivo di rifiuti tossici. Il fumo, denso e nero, sprigionato dal rogo ha messo in allarme la popolazione: ignote le cause della combustione, ma le esalazioni di diossina stanno provocando non poca preoccupazione. “L’incendio arriva su un territorio che attualmente ha oltre 3200 tonnellate di rifiuti per le strade” spiega il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli: “Solo tra Quarto e Pozzuoli parliamo di quasi 6mila tonnellate di rifiuti sparsi sul territorio, un disastro ambientale senza precedenti”. Situazione critica anche a Chiaiano, dove le strade sono ridotte a discariche (in particolare via dei Tigli e via dei Ciliegi). Intanto è bufera sull’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Romano, che ha proposto l’evacuazione delle zone a Nord di Napoli e del casertano per problemi legati all’inquinamento: “Non mi riferisco alla situazione di criticità dell’ultimo periodo, ma alle analisi effettuate su quelle zone che soffrono da trent’anni per gli sversamenti irregolari che attestano pericoli per la salute”. Per far fronte alla crisi, il governatore Caldoro ha emanato un’altra ordinanza, che consentirà per altri cinque giorni il trasferimento del tritovagliato proveniente dagli impianti Stir di Giugliano e Tufino nelle discariche Savignano Irpino, Sant’Arcangelo Trimonte e San Tammaro. 900 tonnellate al giorno in ogni impianto, ma il presidente della provincia di Caserta, Domenico Zinzi, è su tutte le furie: “Devo denunciare l’assoluto disinteresse della Regione nei confronti del mio territorio. Aspettiamo ancora la bonifica di situazioni di grave criticità ambientale”. La firma di Caldoro serve a guadagnare un pò di tempo in attesa che vengano avviati i trasferimenti d’immondizia nelle altre regioni: un piccolo quantitativo è già partito in direzione di Emilia Romagna e Toscana, in settimana si aggiungeranno la Liguria e forse la Puglia e la Sicilia. Le altre regioni interpellate hanno detto no. Emergenza anche in alcune parti della provincia di Salerno: a Scafati, ieri sera, l’area nella zona del cimitero era irrespirabile per via di cumuli enormi di spazzatura in putrefazione e anche Corbara è invasa dai rifiuti. La spazzatura è presente anche nelle piazzole di sosta del Valico di Chiunzi, nel Parco Regionale dei Monti Lattari, la strada che porta ad Amalfi e Positano.

di Francesco Servino