Alberto Angela presenta il libro “I tre giorni di Pompei”

Alle ore 18,00 di questo pomeriggio, presso La Feltrinelli in via Santa Caterina a Chiaia a Napoli, angolo Piazza dei Martiri, il noto paleontologo e divulgatore scientifico Alberto Angela presenta il libro “I Tre Giorni di Pompei“, edito da Rizzoli-Rai Eri.

Il libro che Angela ha sempre desiderato scrivere su Pompei e in cui l’autore ha messo tutto quello che ha imparato e scoperto in più di 20 anni di lavoro sulla vita nelle sue strade e sulla terribile eruzione del 79 d.C., scritto con un taglio molto particolare, usando la penna come fosse una telecamera, con la stessa voglia di un reporter di esplorare, scoprire, raccontare la vita nella cittadina vesuviana, quello che si faceva, dove si abitava, la mentalità, i lavori.

Vicende di un primordiale mondo globalizzato in cui si affittavano carri e carretti, come oggi accade con i furgoncini, in cui già c’era l’acqua corrente e la guerra del vino tra Italia e Francia. Un mondo dove gli scambi commerciali erano talmente avanzati che una camicia poteva avere il lino della Gallia, in cui la manifattura iberica era venduta a Roma e in cui c’erano perfino i “derby” tra gladiatori, con un aneddoto risalente all’epoca di Nerone che narra di un’enorme rissa tra i tifosi pompeiani e quelli di Nocera e che vide l’anfiteatro squalificato per dieci anni.

Nel capitolo intitolato “mani sulla città”, inoltre, si parla delle collusioni tra imprenditori, di politica e malaffare, con le speculazioni, gli sfruttamenti e le lottizzazioni già all’epoca all’ordine del giorno. Con addirittura un caso di lupara bianca avvenuto poche ore prima dell’eruzione a Ercolano: nella grande giara di un pescivendolo, infatti, gli archeologi hanno trovato alcune asce, un uomo senza testa, e pesce. Qualcuno stava per farlo sparire.

Pompei è l’unico sito al mondo che può raccontare la vita quotidiana di duemila anni fa. E’ come un fotogramma della storia. Il libro narra la vicende di alcuni personaggi storicamente esistiti, come una donna, Rectina, sopravvissuta all’eruzione del 79 d.C., colei che manda il messaggio d’aiuto all’ammiraglio Plinio che tenterà in qualche modo, con la sua flotta di quadriremi stanziata a Bacoli, di coordinare i salvataggi e mettere in salvo la popolazione.

Un libro che tenta di sfatare anche tanti luoghi comuni che si devono a un certo tipo di letteratura e alla cinematografia: duemila anni fa, ad esempio, il Vesuvio “non c’era”. Chi arrivava nel Golfo di Napoli vedeva il monte Somma e una piccola protuberanza ricca di boschi e cervi. Inoltre l’eruzione avvenne in pieno autunno: Angela l’ha datata Venerdì 24 Ottobre.

Alberto Angela ha rinunciato ai proventi di questo libro per il grande amore che lo muove verso Pompei: tutto il ricavato, infatti, servirà a finanziare il restauro di un affresco nella casa di Adone. L’auspicio è che si possano veicolare le energie per il bene di Pompei: ovunque, nel mondo, le mostre con i reperti degli scavi hanno notevole successo, e ciò oltre a costituire una cassa di risonanza e un attrattore turistico eccezionale è motivo di orgoglio e di contentezza. Un posto unico, Pompei, che nessuno può copiare e che svela sempre verità nuove e particolari da scoprire. “Un libro ancora tutto da leggere” secondo Angela, ma anche facile da trovare nelle librerie. E nelle bacheche dei cittadini vesuviani non può assolutamente mancare.

di Francesco Servino