Stop alle ecoballe. Il vescovo si dissocia dalle proteste

Il vescovo Antonio Di Donna, che in occasione del primo Novembre aveva tuonato contro l’inquinamento e la “cultura della morte” che miete vittime “soprattutto tra i più giovani”, prende le distanze dai picchetti e chiede apertamente di sciogliere la protesta all’ingresso dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra perchè, con le sue parole, non intedeva dare adito ad “ogni atto estremistico”, dissociandosi da quanti “strumentalizzano” la sua omelia “per propri fini ideologici”. Eppure era apparsa dura la sua arringa: “Ho il timore che Acerra sia vittima di un disegno più grande e che la popolazione sia destinata a diventare scarto perchè i signori della distruzione del creato e della morte così hanno deciso.

Di Donna si dissocia da “ogni posizione estremistica che mira al blocco totale del termovalorizzatore” ritenendo che “qualsiasi giusta ragione debba passare per i tavoli istituzionali, senza ricorso ad estremismi e a forme di violenza“.

Nella giornata di ieri la Regione Campania ha sospeso l’invio delle ecoballe dal sito di stoccaggio di Coda di Volpe in attesa di un tavolo tecnico con Comune e Prefettura al quale parteciperanno anche i vertici societari della A2A, la società che gestisce l’inceneritore di Acerra, l’Arpac e la Asl: a darne notizia è il Comune di Acerra che avrebbe ricevuto una comunicazione ufficiale da parte degli uffici preposti della Regione.

Il vescovo di Acerra ha rivolto un accorato appello alle istituzioni, “compresa la A2A”, affinchè offrano “le giuste garanzie ai cittadini“, invitando tutti al dialogo, soprattutto dopo l’ordinanza di sospensione della Regione che ha bloccato i trasferimenti delle ecoballe.

L’orientamento attuale dei manifestanti, che si dicono delusi dalle dichiarazioni del vescovo, è quello del mantenimento di un presidio all’ingresso dell’inceneritore perchè tra i cittadini serpeggia il timore che dal 6 Novembre i camion riprendano a conferire le ecoballe ebolitane: circa duecento persone hanno trascorso la notte in località Pantano per impedire l’arrivo dei tir provenienti dalla provincia di Salerno.

Di diverso avviso è il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, secondo il quale la questione ecoballe salernitane sarebbe già archiviata: secondo il primo cittadino si è passati, infatti, da una fase di sospensione a una fase di blocco dei trasferimenti.

E intanto e botta e risposta internamente al clero: da Eboli padre Daniele Peron, parrocco della chiesa di San Nicola in San Vito del Sele che nel 2008 ha capeggiato la protesta contro lo stoccaggio di 37mila tonnellate di ecoballe a Eboli, ci tiene a precisare che “le ecoballe trasferite dal sito provvisorio di località Coda di Volpe sono a norma per essere destinate all’inceneritore“. Il parrocco avrebbe chiamato il vescovo di Acerra per “rassicurarlo”, avendo visto tutte le analisi effettuate sul materiale stoccato e constatato che nelle ecoballe non ci sono rifiuti tossici o pericolosi. Per Don Peron ci sono le analisi dell’Arpac che attestano tutto ciò e chiede che gli organi di controllo rendano pubblico il risultato degli accertamenti, “per rassicurare la popolazione”.