Acerra, le ecoballe non arrivano. Fine della protesta

Si è sciolto in serata il presidio di mamme e studenti all’ingresso dell’inceneritore di Acerra, decisione maturata a seguito delle notizie provenienti dal tavolo tecnico che si è tenuto all’assessorato regionale all’ambiente al quale ha partecipato una delegazione di cittadini. Le ecoballe di Coda di Volpe non verranno trasferite all’inceneritore.

Stamani il presidio dei manifestanti era stato rimosso dalle forze di polizia in maniera “morbida”, senza scontri: una tenda da campo e un gazebo sono stati spostati, ma si sono registrati attimi di tensione quando un ragazzo, Vincenzo, di 34 anni, si è cosparso il corpo di benzina e ha minacciato di darsi fuoco.

Una vittoria “non vittoria” perchè, intanto, l’inceneritore continua a bruciare gran parte delle 2400 tonnellate di rifiuti prodotti ogni giorno dall’intera provincia di Napoli: se l’impianto si arrestasse, basterebbero pochissimi giorni di stop a saturare gli Stir e riaccendere la crisi dei rifiuti in strada.

Insomma i cittadini di Acerra continuano a pagare un prezzo salatissimo, quello di avere in casa un mostro che brucia le ecoballe disseminate in tutta la Campania: non basta rendere pubblici i controlli su di esse, fornendo garanzie che non contengano rifiuti speciali, industriali e tossici, è importante un impegno serio per fare a meno di impianti tossici ed inquinanti e restituire la dignità di vita a centinaia di migliaia di cittadini di tutta la Campania perchè a causa dell’inquinamento gli viene negata.